Post Image

Diomiro Cignaroli (Verona, 1718-1803)

1760-1770 ca.

Marmo di Carrara

Descrizione:

Entro un ovale in marmo sono raffigurati, a rilievo, san Gaetano Thiene e Gesù Bambino. Il santo, dotato di nimbo, indossa un abito dall’alto colletto rigido aperto sul davanti, divisa dell’ordine del quale fu fondatore: i Chierici regolari teatini. È raffigurato secondo l’iconografia tradizionale, derivata da una visione avuta e raccontata dal santo stesso, nella quale avrebbe ricevuto Gesù Bambino direttamente dalle mani di Maria. Il Bambino è infatti sostenuto tra le sue braccia, poggiato su di un drappo bordato con frange; le sue mani sono strette al collo del santo, intento a guardarlo con espressione estatica. Lo sfondo è caratterizzato da una lavorazione del marmo a coste parallele.

Dimensioni : 50 x 40 x 7 cm

Ispeziona:

Analisi storico-critica:

Come indica Giuseppe Sava nella perizia da lui redatta, il soggetto raffigurato ebbe una particolare diffusione tra il XVII e XVIII secolo nell’ambito veneto, patria di provenienza del santo protagonista. Il rilievo, inoltre, dimostra chiaramente l’epoca di provenienza, con echi tipici della plastica tardo barocca, oramai mediati da una ricerca accademica che guarda pienamente al XVIII secolo e che si riscontra in particolar modo nel pittoricismo dei tessuti e nel pietismo affettuoso dei volti. L’autore è infatti identificabile con lo scultore veronese Diomiro Cignaroli, fratellastro del più celebre pittore Giambettino, fondatore nel 1764 dell’Accademia di pittura e scultura; certamente la fortuna del nostro fu trainata dalla fama di questi e dall’aiuto dell’altro fratello Giandomenico, il quale lo aiutò nella preparazione di alcuni modelli di creta.

Fin dalle prime opere note, quali gli apparati scultorei eseguiti per la cappella del Santissimo nel Duomo di Verona, Diomiro Cignaroli manifesta quel patetismo che contraddistingue pienamente la sua produzione e che riscontra anche nel rilievo qui in esame. In particolar modo, quest’ultimo trova puntuali riscontri nel gruppo plastico realizzato attorno al 1760 per l’altare di san Tommaso di Villanova in Sant’Eufemia a Verona. I due angioletti reggia-torcia dimostrano, infatti, precisi richiami con il nostro Gesù Bambino, specialmente nei lineamenti del volto, nella maniera di trattare i capelli e nella morbidezza dei corpi. Analogamente, sono possibili dei raffronti fisiognomici, sia per il Bambino che per san Gaetano, con le sculture già sull’altare maggiore di Santa Giustina a Rovigo, ora nella chiesa di San Viglio a Stenico.

Grazie al confronto con il corpus plastico dello scultore, il nostro rilievo può essere datato tra gli anni Sessanta e Settanta del XVIII secolo, ossia alla fase più felice di Diomiro Cignaroli, caratterizzata da un certo pietismo e freschezza, ancora non troppo permeate dagli stilemi più prettamente accademici e freddi che contraddistinguono invece le opere più avanzate.

Bibliografia:
- D. Zannandreis, Le vite dei pittori, scultori e architetti veronesi (1831-1834), ed. a cura di G. Biadego, Verona 1891, pp. 403-404;

- C. Semenzato, La scultura veneta del Seicento e del Settecento, Venezia 1966, pp. 74, 147;

- L. Giacomelli, Tre altari di provenienza veneta nelle Valli Giudicarie, in "Studi Trentini di Scienze Storiche", Sez. II, LXXI, 1992, 1, pp. 33-48;

- L. Fabbri, scheda 42, in Il Settecento a Verona. Tiepolo, Cignaroli, Rotari: la nobiltà della pittura, catalogo della mostra (Verona, Palazzo della Gran Guardia, 26 novembre 2011- 9 aprile 2012), a cura di F. Magani, P. Marini, A. Tomezzoli, Cinisello Balsamo 2011, pp. 167-168.

Contattaci per ricevere maggiori informazioni o per fissare un appuntamento

Oppure

Articoli correlati
The following two tabs change content below.

Anticonline

Anticonline è un team di esperti al vostro servizio per valorizzare al meglio i vostri mobili, quadri, oggetti di alto antiquariato.
Natività