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Ritratto Virile

Epoca Impero, Nord Italia

Busto di gentiluomo in terracotta su base in marmo bianco di Carrara.
L’uomo è rappresentato con il volto girato verso destra, lo sguardo fiero rivolto verso l’alto. 
La torsione del collo dona un senso di naturale movimento alla testa. L’acconciatura “alla Brutus”, capelli corti con frangia irregolare sulla fronte, molto in voga nei primi decenni del XIX secolo, è finemente realizzata. Il volto presenta tratti ben definiti. La fronte è alta, incorniciata da ciocche di capelli. Il naso pronunciato ma assolutamente equilibrato dà segno della virilità del soggetto. La bocca sottile non lascia trasparire emozioni. L’espressione è fiera e altera, richiama il clima eroico e trionfante tipico dell’età napoleonica. 

Anche l’abbigliamento richiama i canoni dell’epoca: habit à la francaise con marsina, panciotto, camicia con collo montante (e punte rialzate), cravatta legata a gala e carrik (lungo soprabito con doppia mantellina e baveri lunghi). 

Molta cura è riservata ai dettagli dei capi indossati: in particolare la cravatta, una lunga striscia sottile di lino o seta girata più volte attorno al collo e annodata sul davanti, presenta un fiocco particolarmente articolato e complesso e la falda/bavero del soprabito è realizzata in modo da richiamare la morbidezza delle pellicce.

cm.60 x 55 x 26 , base h 14

 

Ritratto Virile
Ritratto Virile
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Analisi storico Stilistica:

Le caratteristiche peculiari di questo busto evidenziano la probabile provenienza da un ambiente culturale di grande spessore e prestigio.

Benché non sia stato possibile giungere all’identificazione del personaggio effigiato e neppure al suo esecutore, i tratti evidenziati consentono comunque di collocare l’opera nei primi lustri del XIX secolo. Il riferimento più plausibile, considerando la qualità e la finezza dell’opera, è chiaramente l’ambiente legato al Canova: nerbo espressivo, cura dei particolari, plasticità della resa permettono di ritenere che l’autore possa aver operato in ambito Lombardo-Veneto sotto la sua diretta influenza. L’avvento di Napoleone imperatore sulla scena politica europea nel 1804 determinò un periodo fecondo della produzione artistica di Canova, durante il quale produsse, oltre alle numerose e più famose opere, anche alcuni busti dei Napoleonici e un proprio autoritratto che mostrano affinità stilistiche e culturali con quello in esame.

In particolare il busto di Napoleone conservato nella Chatsworth Devonshire Collection (1803): dopo la scomparsa del Canova, l’opera fu venduta alla marchesa Anna di Aubercorn, la quale a sua volta lo cedette al sesto Duca di Devonshire, che pose l’opera al centro della galleria delle sculture della residenza di  Chatsworth, di fronte a un busto di Alessandro Magno. 

 

Busto in Marmo- Napoleone Bonaparte- Chatsworth, Devonshire Collection (1803-1086)
Illustrazione 1 - Busto in Marmo- Napoleone Bonaparte- Chatsworth, Devonshire Collection (1803-1086)

 

Nel prototipo in gesso (oggi conservato presso la Gipsoteca di Possagno- Illustrazione 2) Napoleone è ritratto in uniforme, frontalmente, con gli occhi incavati ma fissi e leggermente rivolti verso il basso in segno di riflessione e concentrazione; le sopracciglia sono aggrottate per esprimere la profondità dei pensieri. Il mento pronunciato e il volto pieno trasmette la fermezza del carattere ma anche la freschezza della giovane età.

 

Prototipo in gesso- Napoleone Bonaparte- Possagno, Museo Canova, Gipsoteca (1802)
Illustrazione 2 - Prototipo in gesso- Napoleone Bonaparte- Possagno, Museo Canova, Gipsoteca (1802)

 

Nel busto in marmo invece (Illustrazione 1), Napoleone è spogliato delle sue vesti militari e rappresentato a torso nudo. Il console è raffigurato lateralmente, con una torsione del collo che dona movimento alla figura, rendendola più viva e meno statica di quella del prototipo. 

La fronte è alta, incorniciata da ciocche di capelli che ricadono sul volto con una ricercata trasandatezza. I capelli sono un segno distintivo del tempo: Napoleone aveva infatti adottato la moda, diffusasi dopo la Rivoluzione Francese come segno di discontinuità del passato, dei capelli corti (“alla Caracalla” o “alla Tito”, o “alla Bruto”). Gli occhi sono incavati e lo sgurado perso.Il naso, grande e pronunciato, dà segno della virilità del soggetto. La bocca sottile non lascia trasparire alcuna emozione.

 

 

busto di Francesco I d'Austria
Illustrazione 3 - Busto di Francesco I d'Austria
Illustrazione 4 - Busto autoritratto Canova

 Altre opere, sempre del Canova, che richiamamo quella dell’anonimo sculture sono il busto di Francesco I d’Austria (conservato al Kunsthistorches Museum di Vienna -1804-1805- Illustrazione 3) e il busto del proprio autoritratto (conservato a Possagno- 1812- Illustrazione 4).

 

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