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Primo quarto XIX secolo

Lombardo-Veneto

Descrizione:

Gruppo di quattro divanetti sorretti da gambe tronco-piramidali, quelle anteriori presentano piedi dalla forma di zampe ferine. I montanti dei braccioli sono intagliati con fattezze di grifoni, il busto leonino è laccato a finta brunitura, a ricercare un effetto bronzeo; le ali sono invece intagliate e dorate.

Sul capo del grifone poggia il ricciolo del bracciolo mosso, entro il quale è intagliato un rosone, anch’esso dorato.

In noce lastronati in ciliegio, il bracciolo è in ciliegio massello e presenta sottotraccia ad incasso un ferro battuto di rinforzo. La seduta e lo schienale sono imbottiti.

Dimensioni: 98 x 104 x 54 cm

Ispeziona:

Analisi storico-stilistica:

I quattro divanetti appartengono a un salotto di epoca restaurazione, circoscrivibile all’area geografica del lombardo-veneto; anche i materiali impiegati rimandano a questa zona. Soprattutto nell’intaglio dei grifoni si percepisce un’influenza austriaca, in particolar modo nella laccatura del legno a finto bronzo.

Sono possibili dei riscontri, soprattutto per la modalità di sviluppo dei braccioli e dei loro montanti con dei progetti per sedute (poltrona e divano) di Domenico Moglia, pubblicato nel 1837.

Confronti sono inoltre possibili con alcuni degli arredi progettati da Giuseppe Borsato e pubblicati nel 1831 nella sua Opera ornamentale. Nella tavola 26 e nell’incisione del frontespizio sono infatti raffigurati il seggio e la cattedra di Leopoldo Cicognara, per i quali si può notare una modalità simile nell’adozione di leoni alti come supporto del piano o nei braccioli. Corrispondenza interessante è, però, soprattutto l’analoga soluzione nel contrasto cromatico tra il legno impiegato (in questo caso un noce biondo) e le zampe e le teste ferine ebanizzate.

quattro divanetti

Interessante e segno dell’alta qualità delle sedute è l’accortezza di rinforzare il sottile bracciolo in ciliegio con un supporto in ferro battuto, al fine di evitarne la rottura e consentire il sostegno di un peso maggiore, preservandone la leggerezza e l’eleganza.

Curiose e rare le dimensioni contenute che rendono più interessante il gruppo di divanetti.

Bibliografia di confronto:

– Giuseppe Borsato, Opera ornamentale, Milano, Vallardi, 1831;

– Domenico Moglia, Collezione di soggetti ornamentali ed architettonici inventati e disegnati, Tipografia del dottore Giulio Ferrario, Milano, 1837;

– Enrico Colle, Il mobile impero in Italia. Arredi e decorazioni d’interni dal 1800 al 1843, Milano, Electe, 1998.

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