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Portagioie Fiamminga

Fiandre XVII sec.

Descrizione di una scatola portagioie fiamminga rivestita in tartaruga e realizzata intorno al XVII secolo nelle Fiandre.

Scatola portagioie fiamminga rivestita in tartaruga, con coperchio bombato e piccola cornice in tartaruga modanata contenente cartiglio in bronzo. Applicazioni in bronzo dorato e cesellato anche sugli spigoli.

In legno di abete, di forma rettangolare e con coperchio a urna, la scatola è ornata da un cartiglio centrale e placchette laterali in corrispondenza degli angoli e della serratura.

Il coperchio, leggermente bombato, è decorato da un medaglione centrale inserito in una cornice modanata: all’interno è raffigurato un volatile adagiato su un ramo; la scena è impreziosita da elementi floreali di diverse varietà.

Le placchette laterali, sia quelle relative al coperchio che quelle relative al corpo centrale, sono in bronzo dorato e cesellato. Presentano tutte lo stesso motivo decorativo, analogo a quello dell’inserto centrale. I volatili sono in lamierino argentato sbalzato. Il bordo/profilo dei cartigli laterali del coperchio è decorato da un serto fogliaceo.

 
 
 
Portagioie Fiamminga lato
Portagioie Fiamminga fronte

Il corpo centrale della scatola portagioie fiamminga è supportato da quattro piedini in bronzo dorato a forma di zampa ungulata con dettagli anatomici zoomorfi (tarsi ed artigli) ben definiti. 

In corrispondenza della serratura, originale in ferro con chiave in bronzo cesellato e dorato, un cartiglio di forma ovaleggiante riccamente decorato con foglie di acanto e specie floreali varie. 

La scatola, in buone condizioni conservative, presenta chiodini originali, dorati e a sezione quadrangolare. Tutti gli elementi decorativi sono stati realizzati con la tecnica della doratura al mercurio.

Cm. 10,5 x 19,5 x 14

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Analisi storico stilistica portagioie fiamminga

La tartaruga è un materiale naturale molto prezioso diffusamente impiegato come elemento decorativo nella produzione di oggetti d’arte e di arredi di lusso. 

Il suo utilizzo come rivestimento di pregio è documentato fin dal XVII secolo, principalmente nei centri di produzione tedeschi, Augusta di Baviera e Anversa nelle Fiandre.

Le parti più pregiate selezionate ai fini artistici erano le piastre della parte dorsale (scudo o carapace) e quelle della parte ventrale piatta ossea (piastrone) perché presentavano le migliori macchiature. Le piastre, a loro volta sfaldate in scaglie, venivano selezione in base alla trasparenza, al colore e alle singole macchie; la cromia e la qualità del foglio dipendevano dalle varietà di tartaruga.

Nel processo di lavorazione, a seguito della saldatura, si procedeva con l’eventuale applicazione di elementi di materiale prezioso. La superficie poteva essere tinta con toni dal rosso al nero, oppure impreziosita da lamine metalliche che conferivano maggiore luminosità ed esaltavano le sfumature naturali della tartaruga: la scatola descritta è infatti impreziosita da elementi decorativi in bronzo dorato e cesellato. 

L’osservazione di alcuni particolari, in particolare in corrispondenza dei piedi, evidenzia l’utilizzo della “doratura al mercurio”.

Si tratta di una tecnica ampiamente utilizzata fino alla metà del 1800: consisteva nello spalmare un amalgama d’oro e di mercurio su un substrato metallico e nel successivo riscaldamento dell’oggetto. La struttura finale ottenuta era granulare, porosa e dall’aspetto opaco, determinata del rilascio del mercurio durante il riscaldamento. Per questo motivo la superficie veniva infine brunita, in modo da comprimere lo strato poroso e ottenere, così, un manufatto liscio e lucente. 

La doratura al mercurio permetteva, in base a differenti stati di brunitura, di conferire all’oggetto maggiore o minore luminosità creando così giochi chiaro-scuro.

 
 

Confronti:

Presso il “The Museum of London- Costume & Decorative Arts” è conservata una scatola che presenta dimensioni ed elementi decorativi che ricordano molto quelli del portagioie descritto: cartiglio centrale e applicazioni in bronzo dorato e cesellato ai vertici con decorazioni floreali e vegetali e volatile al centro.

Simile ma con decorazioni differenti è invece la scatola custodita presso il Museo di Otwock Wielki (Varsavia) 

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