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Grande tavolo allungabile

Francia ultimo quarto del XIX sec, Napoleone III

Grande tavolo ovale allungabile. Una balaustro centrale composto da quattro mensole di appoggio si apre fornendo un maggior appoggio nel momento dell’apertura del tavolo, il meccanismo dell’apertura è rinforzato da due gambe tronco- piramidali che scendono, a bisogna, dal sotto-piano. Un ciglio in bronzo dorato delinea il piano del tavolo impiallacciato in piuma di mogano,  delineata da una filettatura sulla fascia laterale. Nelle fasce sotto paino delineate da un altro ciglio e un cordone in bronzo sono alloggiati  dei mascheroni taurini e delle candelabre a foglie frutti e fiori. Il balaustro ha una serie di riserve arricchite con simili candelabre e riserve di spighe di grano, nella mensola finale alloggia una greca a “can corrente”. Il balaustro centrale poggia a terra con una grande modanatura cilindrica in bronzo fuso, mentre le mensole sono sostenute da quattro piedi ferini sempre in bronzo dorato. I bronzi sono finemente cesellati, i disegni sono realizzati su misura per le riserve e gli alloggi specifici. Il tavolo presenta una di due  prolunghe originali con i suoi bronzi. 

Grande tavolo allungabile gamba
Grande tavolo allungabile testa toro
Grande tavolo allungabile piede
Ispeziona il tavolo

Analisi storico stilistica

Alla fine del XIX sec. il ritorno degli stili settecenteschi, in particolar modo del Luigi XVI, sarà dominante nelle produzioni semindustriali che alcuni ebanisti andranno a creare. Non si tratterà di realizzare ricche e copie degli arredi prodotti nel 700 per Versaille, ma si andranno a creare nuovi arredi inspirati a quelle produzioni ma adatte alle esigenze  di una nuova committenza. L’arredo della casa  non è più solo da parata, ma diventa arredo funzionale e le due cose vengono unite sapientemente dagli ebanisti dell’epoca, che dovranno pertanto creare interi saloni e grandi tavoli allungabili, inesistenti come tipologia nel secolo precedente, forse fatta eccezione per l’Inghilterra. Il tavolo descritto rientra proprio in questa produzione. Sono le botteghe più evolute che partecipano alle Esposizioni Universali che hanno la forza per realizzare questi arredi, citiamo tra i tanti, Paul Sormani, francois Linke, Henry Dasson, Maison Krieger, piccole aziende che in alcuni casi lavoreranno fino ai primi decenni del 900. I bronzi sono di ottima definizione di cesello e di doratura, purtroppo però la mancanza di una stampiglia ci impedisce di attribuire con certezza il tavolo ad una bottega. 

Bibliografia

– C. Paolini-A. Ponte-O.Selvafolta, Il bello Ritrovato, ed. De Agostini 1990

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