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Maddalena penitente

Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, derivazione da XVII secolo

Formella rappresentante Maddalena penitente, in legno di tiglio, realizzata dal Guercino.

Formella in legno di tiglio, sulla quale è raffigurata, a bassorilievo, una Maddalena penitente. La santa è inginocchiata ai piedi di un masso roccioso, con l’aria assorta e contrita e gli occhi pieni di lacrime. Il gomito sinistro appoggiato su un libro, la mano a sorreggere il capo, mentre davanti a lei, adagiata sulla roccia, c’è la corona di spine. Indossa un lungo mantello dal panneggio plastico che le avvolge il corpo, i folti capelli le ricadono sulle spalle e sulla schiena.

Attenzione è stata dedicata anche alla contestualizzazione del paesaggio retrostante, attraverso la trattazione differente delle superfici mediante l’uso del bulino. Se la vegetazione e il paesaggio roccioso sono alquanto naturalistici, in particolar modo nella descrizione delle foglie quasi come se fossero mosse dal vento, maggiore astrazione è avvertibile nella raffigurazione del cielo, realizzato con fitte linee parallele orizzontali.

Dimensioni: 33,5x 24,3 x 1 cm 

Formella in legno maddalena penitente viso
Formella in legno maddalena penitente dettaglio piede
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Analisi storico stilistica della formella

Maria Maddalena è tra le figure di sante maggiormente rappresentate nell’arte occidentale, della quale esistono differenti iconografie. Prima della conversione è infatti raffigurata come una donna riccamente vestita e adorna di gioielli, mentre nelle rappresentazioni successive al ravvedimento è ritratta in modo penitente, anche se spesso accompagnata da monili o oggetti preziosi, ma oramai abbandonati in un angolo. La santa si è oramai convertita e rifugge  i beni terreni, raffigurata vestita solo di un lungo mantello, se non addirittura nuda, con i lunghi capelli a coprirle il corpo; si trova spesso davanti a una grotta o immersa un paesaggio desertico. In atteggiamento penitente, lo sguardo è colmo di lacrime a ricordo dell’episodio evangelico riguardante il lavaggio dei piedi a Gesù. Spesso è accompagnata da diversi attributi: nella nostra formella, appartenente a questa iconografia, si trovano la corona di spine, simbolo della Passione di Cristo e un libro, a indicare la meditazione e la riflessione successive alla riconversione.

 

Il nostro bassorilievo è una derivazione da un dipinto di Guercino purtroppo andato disperso, ma ricordato nell’inventario Farnese relativo al Palazzo del Giardino di Parma: “S.ta M.a Maddalena che contempla in atto piangente la corona di spine sopra di un sasso, del Guerzino da Cento…”. Fortunatamente l’immagine ci è pervenuta attraverso una copia coeva, conservata presso il Museo di Capodimonte di Napoli.

Questa iconografia fu certamente molto apprezzata, come dimostrano le diverse copie realizzate anche nei secoli successivi. Nelle numerose derivazioni la parte inferiore della figura della santa non è visibile, mentre nella nostra formella appare interamente e anche le gambe e i piedi, lasciati scoperti, sono visibili. L’intagliatore che tradusse il dipinto in bassorilievo fu molto attento anche alla riproposizione delle nuvole e del paesaggio retrostanti, con una piccola licenza nell’aggiunta dell’albero sulla sinistra.

La tipologia dell’intaglio tipicamente barocca consente di datare l’opera al XVII secolo.

Maddalena penitente
Bibliografia

– Luigi Salerno, I dipinti del Guercino, Roma, Ugo Bozzi editore, 1988, pag. 412, n. 359.

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