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Primo quarto del XIX secolo, Parigi

Descrizione:

Monumentale coppia di applique in bronzo a sette bracci. Due grandi rami trattenuti da un fiocco con nodo d’amore, sono i protagonisti scultorei da cui dipartono i sette bracci portacandele, una corolla floreale fa da appoggio ad un calice arricciato a forma di tulipano in cui alloggia il cero. I rami, arricchiti da foglie e bacche sono finemente lavorati a cesello. Completamente dorati a vernice, una delle due presenta un ramo aggiuntivo al centro, senza portacandela che serve a riempire lo spazio. La viteria è realizzata a mano.

Dimensioni: 97 x 70 x 53 cm

Ispeziona:

Analisi storico stilistica

Il modello è desunto senza ombra di dubbio dalle applique realizzate da Thomas Germain (1726-1791, Parigi, maestro di Ladatte). Ve ne sono infatti quattro conservate al museo Getty che sono marcate sul retro con la scritta “FAIT PAR F.T. GERMAIN SCULP. ORF. DU ROY ADY GALLERIES DU LOUVRE A PARIS 1756” e col numero di inventario presente in un altro gambo “1051 lux ..2.” in un altro ancora un successivo inventario non di fusione riporta “n° 28 CP” sormontato da una corona. Molto interessante è la storia di queste applique.

La prima collezione nota fu per l’appartamento di Luigi Filippo d’Orleans (1725-1785), per la sala da parata e il salone da ballo del Palazzo Reale. Suo figlio, Luigi Filippo Giuseppe duca d’Orleans le vendette alla Corona di Francia tramite il mercante Feuchere. Furono portate prima al Castello di Versailles e dal 1787 al Castello di Compiegne, usate dalla regina Maria Antonietta fino alla nazionalizzazione del Castello da parte del Governo rivoluzionario nel 1792. Da qui divennero proprietà della Garde-Meuble e spostate al Palazzo di Luxembourg nel 1795 dove restarono sotto i vari governi fino al 1830 circa.

Queste quattro applique prima del 1829 diventano di proprietà di Archibald Primrose, 5° conte di Rosebery, che le colloca nella principale sala da pranzo dell’appartamento al 38 di Berkeley Square a Londra. Nel XX secolo ebbero altri passaggi di proprietà finché nel 1981 il Paul Getty Museum ne entrò in possesso attraverso un’asta di Sotheby’s a Monaco. Le applique di Thomas Germain vennero riprodotte come uno dei più importanti lavori dell’epoca nell’Enciclopedia Diderot nel 1762.

La storia di queste applique è interessante perché ci permette di capire come siano state considerate di grande interesse fino agli inizi del XIX sec. Le due descritte in questa scheda sono lo stesso identico modello di quelle realizzate da T. Germain, ma ampliate in dimensione e numero di bracci, evidentemente per un ambiente più grande. La realizzazione molto simile, come anche il cesello e le viti realizzate ancora a mano ci permettono di datare le due applique ai primi anni del XIX secolo quando i modelli originali si trovavano ancora nel Palazzo di Luxembourg. La doratura è stesa a vernice con particolare attenzione in modo da rendere un effetto di opaco lucido simile a quello delle dorature al mercurio ed è il particolare che non ci permette di datare precedentemente i due oggetti.

Bibliografia di riferimento:

– Diderot, Denis and Jean le Rond d’Alembert, Encyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers. Planches. vol. 1 (Paris, 1762), s.v. “architecture”, plates XXXII-XXXIII.

– Colle Enrico, Angela Griseri, Roberto Valeriani. Bronzi decorativi in Italia: Bronzisti e fonditori italiani dal seicento all’ottocento. Repertori d’arti decorative, Milano, Electa, 2001, p. 112, ill.113.

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