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Coppia di angeli in terracotta

Prima metà XVIII secolo

Coppia angeli in terracotta

Coppia di sculture in terracotta, rappresentanti i due angeli in pendant. Le due figure, in posizione speculare, sono rappresentate con una grande verosimiglianza e un’attenzione alla caratterizzazione dei volti, rappresentati con una tipizzazione dei caratteri e una resa espressiva considerevoli. 

Le due figure sono rappresentate nell’atto di volare, il busto torto rispetto all’asse delle gambe e le braccia allungate di lato, a reggere delle cortine o una targa centrale. I corpi sono coperti da panneggi dalla resa plastica e movimentata, al fine di creare ulteriore dinamismo. 

Coppia angeli in terracotta
Coppia angeli in terracotta

Trattandosi con molta probabilità di modelli impiegati per la realizzazione degli stucchi finali, grande attenzione è stata data anche alla resa dei capelli e in particolar modo delle ali, nelle quali è ben apprezzabile il dettaglio del piumaggio.

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Analisi storico critica

Le due sculture in terracotta sono con molta  due modelli usati dalla bottega dell’artista per la realizzazione di due angeli, per l’apparato decorativo in stucco di una chiesa. Dovevano probabilmente essere collocati sull’arcone di accesso a una cappella laterale di una chiesa, con la funzione di reggere una cortina oppure una targa. Queste opere dovevano pertanto essere necessariamente realizzate in stucco, in quanto materiale più leggero e più facilmente lavorabile per essere collocato ad altezze così elevate, rispetto al marmo.

Dopo aver realizzato piccoli modellini o studi anatomici in terracotta, lo scultore procedeva con la realizzazione di un modello in terracotta in scala 1:1, il quale veniva poi utilizzato per la realizzazione dell’opera finita in stucco. I segni di rottura delle nostre terrecotte, risarcite a gesso, sono motivati dalla necessità di dividere la scultura in più parti per realizzare le varie sezioni in stucco, assemblate poi in un secondo momento. 

Le sculture in esame si ritiene che furono realizzate nei primi anni, senz’altro nel primo quarto del XVIII secolo, nell’ambito fiorentino, come dimostrano possibili confronti con l’opera di altri artisti provenienti dallo stesso contesto artistico. Tra questi vi sono gli angeli realizzati da Giuseppe Broccetti per la Cappella di San’Anastasio, nella chiesa di San Frediano in Cestello a Firenze, con i quali i nostri mostrano una postura e un movimento dei panneggi simile, seppure le terrecotte presentino una maggiore tipizzazione delle fisionomie dei volti. 

Più vicino ai nostri nell’espressività dei visi e nella resa dei capelli è invece una scultura di angelo presso la Collegiata di San Lorenzo a Montevarchi, opera su disegno di Massimiliano Soldani Benzi che ricevette la commessa nel 1706.

La Collegiata di San Lorenzo a Montevarchi
La Collegiata di San Lorenzo a Montevarchi

Anche i due angeli reggi scudo della chiesa dell’Annunziata, opera di Giovan Battista Ciceri sono da inserirsi negli anni 1687-1703 anni in cui i Padri Serviti finanziarono la realizzazione dei medaglioni con le loro cornici.

Chiesa della S.ma Annunziata Firenze, angeli reggicornice di Ciceri Giovan Battista (notizie fine sec. XVII/ 1715)
Chiesa della S.ma Annunziata Firenze, angeli reggicornice di Ciceri Giovan Battista (notizie fine sec. XVII/ 1715)

La postura contorta che forma una spirale vuole creare una sensazione di dinamismo e tridimensionalità, nonostante fossero opere progettate per la sola visione frontale, dovendo essere addossate a un muro. Si tratta di una caratteristica tutta barocca.

Nel XVII secolo, la nascita e la diffusione dello stile barocco portarono a una maggiore attenzione agli importanti apparati decorativi, sia nelle dimore private ma, soprattutto, nelle chiese. La ricerca di teatralità portò alla decorazione di intere pareti e soffitti nelle cappelle laterali degli edifici religiosi, oramai caratterizzati da una sorta di horror vacui pittorico e scultoreo che lascia solamente intuire la struttura sottostante. Tale attenzione agli apparati ornamentali scultorei proseguì anche nel secolo successivo, con gli sviluppi più tardi del rococò.

Grande importanza è data alla decorazione scultorea, le cui forme riescono a creare dinamismo e a rendere l’effetto illusorio tanto ricercato dal barocco, come se le pareti fossero veramente affollate da personaggi, quali santi e angeli. Il prototipo per eccellenza è certamente la cappella Cornaro presso la chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma, realizzata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1647 e il 1652. In questa occasione lo scultore, oltre alla celeberrima scultura marmorea raffigurante l’estasi di Santa Teresa, fa affacciare dalle balconate lungo le pareti della cappella anche gli esponenti della famiglia committente, come se veramente stessero assistendo all’episodio divino.

Bibliografia

– Repertorio della scultura fiorentina del Seicento e del Settecento, a cura di Giovanni Pratesi, v. II, Torino, Umberto Allemandi & C., 1993.

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