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Carlo Lodi (Bologna 1701 - 1765), attribuito a

Paesaggio con architetture e figure

Tecnica pittorica: Olio su tela
Dimensioni: 170 X 129 cm (con cornice 196 X 154 cm)

 

La grande tela è completamente occupata nella metà di destra dall’alta e imponente struttura di un tempio ionico in costruzione, attorno al quale si stanno avvicendando gli operai. Il peso visivo dell’edificio è bilanciato dal possente e spoglio albero in primo piano sul lato opposto, in una sorta di confronto tra la natura, con le sue linee contorte del tronco e dei rami, e il rigore dell’opera dell’uomo. Gli operai intenti nel lavoro sono realizzati con veloci e materiche pennellate, aumentando l’effetto di dinamismo e operosità del lavoro edilizio. 

Il paesaggio montuoso sullo sfondo, nel quale si scorge un borgo costituito anche da altri edifici classicheggianti, è invece realizzato in modo meno definito, applicando la prospettiva aerea, secondo la quale gli oggetti in lontananza hanno contorni meno distinti e colori più smorzati, a causa della densità dell’atmosfera interposta.

Carlo Lodi Paesaggio con architetture e figure operaio su scala
Carlo Lodi Paesaggio con architetture e figure operai

 L’artista dimostra di aver ben ponderato il peso dei vari elementi che compongono la scena, ad esempio anche attraverso la contrapposizione di linee direzionali che smorzano la staticità dell’architettura, come la scala in primo piano che forma una potente diagonale che si contrappone alla verticalità delle colonne. Al contempo Carlo Lodi ha dedicato ha tenuto in grande considerazione anche la resa del dato reale e naturalistico, come è dimostrato dall’attenzione che dedicata alla rappresentazione dell’albero e del cielo attraversato dalle nuvole e da uno stormo di volatili.

Il dipinto è presentato in cornice lavorata del XIX secolo.

 
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Biografia

Carlo Lodi è considerato indiscusso caposcuola del paesaggio bolognese e aggregato all’Accademia Clementina già dal 1747.

Avviato inizialmente a studi umanistici, si dedicò presto al disegno sotto la guida del Cavazzoni, che lo indirizzò alla pittura di paesaggio per la quale il Lodi aveva manifestato fin da subito particolare inclinazione.

 
 
Carlo Lodi, Paesaggio con architetture e figure, collezione privata
Carlo Lodi, Paesaggio con architetture e figure, collezione privata
Nicola Bertuzzi, Carlo Lodi, Paesaggio con architetture, collezione privata
Nicola Bertuzzi, Carlo Lodi, Paesaggio con architetture, collezione privata

Degli anni della formazione, all’incirca fino al quarto decennio del secolo, mancano significative testimonianze della sua attività, nonostante si possa contare su un discreto numero di quadri che testimoniano non soltanto la sua straordinaria produttività ma anche il largo favore dei committenti. 

Tra la sua produzione iniziale, riconducibile a prima del 1740, si ricorda la serie di sette tempere su muro con Storie dei Malvezzi eseguite in Palazzo Malvezzi Campeggi a Bologna, con la collaborazione del figurinista A. Rossi, con cui nacque un sodalizio proficuo e continuativo. In questo ciclo, però, non si apprezza ancora la scioltezza di pennello su cui si è tradizionalmente basata la reputazione del Lodi: l’opera appare nell’insieme piuttosto statica, raggelata, anche a causa della non eccelsa esecuzione dei personaggi a opera di Rossi. Si possono peraltro già apprezzare gli ampi paesaggi a perdita d’occhio inquadrati da quinte arboree e organizzati su un rapido susseguirsi di piani intermedi, alcuni dei quali segnati da rovine. 

Nel periodo di poco successivo (collocato tra il 1737 e il 1741) si inserisce il ciclo ben più vasto all’interno di villa Pepoli “La Cicogna” a San Lazzaro di Savena, ove si apprezza la molteplice varietà dei temi rappresentati: sei Storie di Mosè, altrettante Storie di Telemaco, cinque Episodi delle truppe spagnole, sei Paesaggi. Gli episodi spiccano per la complessità delle soluzioni compositive e per la brillantezza delle tinte delicate e sapientemente accostate tra loro e con piacevolissimi effetti finali. Si avverte in quasi tutte le tele il richiamo alla coeva cultura scenografica felsinea, soprattutto nel sottile impianto strutturale delle singole scene. 

 

La produzione del Lodi, in collaborazione con altri figurinisti, si ritrova in diverse altre ville del territorio bolognese, anche se la paternità di alcune di esse è assegnata piuttosto al nipote V. Martinelli.

Carlo Lodi morì nella sua città natale il 22 aprile 1765.

 
 
Bibliografia

L. Crespi, Vite de’ pittori bolognesi non descritte nella Felsina pittrice, Bologna 1769, p. 197;

 – G. Zucchini, Paesaggi e rovine nella pittura bolognese del Settecento, Bologna, Cappelli editore, 1947.

 
 

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