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Alzata Neoclassica

Italia, 1790 ca.

Descrizione di un'alzata in stile neoclassico, realizzata in Italia intorno al 1790.

Centrotavola in ceramica e bronzo dorato. Un basamento ovale in ceramica blu con rosone dorato al centro, retto da piedi ferini in porcellana dorata, funge da appoggio per due erme femminili che reggono sul capo un cuscino su cui poggia un cestino traforato in ceramica bianca e oro, sui cui lati si trovano due riserve in oro finemente decorate con panoplie musicali. Le due erme sono realizzate in bronzo fuso a cera persa, cesellate e dorate al mercurio con parti lucide e parti opache.


cm. 28 x 28 x 14,5

Alzata neoclassica
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Analisi storico critica

L’alzata appartiene alla raffinata produzione di servizi realizzati su committenza della ricca nobiltà, quali arredi da tavola. Questa produzione risente fortemente del gusto del momento, come nel nostro caso, per il quale è ben chiaro il riferimento allo stile Neoclassico, oramai affermato negli anni Settanta del XVIII secolo. L’alzata è infatti caratterizzata da forti richiami all’antichità classica, dai piedi ferini che sostengono il basamento alle erme dalle fattezze femminile che sorreggono il
cestino. In particolare queste ultime trovano ispirazione nella produzione di argentiere di Luigi Valadier, prolifico nella realizzazione di grandi servizi da tavola, come quello per il Principe Borghese. Anche il fondo dei disegni della bottega Valadier presenta molti fogli dedicati all’argenteria da tavola. La moda imperante era ovviamente quella proveniente dalla Francia, imponendo dunque l’adeguamento dei grandi corredi principeschi della penisola. Questi servizi erano infatti accuratamente progettati nei minimi dettagli, e suppellettili da tavola spesso si trasformano in vere e proprie sculture in miniatura, ideate e realizzate per stupire gli ospiti durante i fastosi banchetti.

Alzata neoclassica

La nostra alzata doveva certamente risentire di questa moda ampiamente diffusa e, in particolar modo, della produzione di uno dei più grandi e ricercati argentieri dell’epoca. In particolar modo, le due erme trovano riscontro nella celebre “Erma di Bacco”, scultura realizzata per il Principe Marcantonio Borghese, per la Galleria terrena di Palazzo Borghese a Campo Marzio. Pur essendo questa un’opera scultorea quale complemento decorativo per il palazzo, il richiamo delle nostre appare chiaro, che ne riprendono le forme, riadattandole per un servizio da tavola.

Bibliografia:
 – L’oro di Valadier. Un genio nella Roma del Settecento, catalogo della mostra (Roma, Villa Medici, 1997) a cura di Alvar González-Palacios, Roma, Fratelli Palombi editore, 1997. 

– Alvar González-Palacios, I Valadier, L’Album dei disegni del Museo Napoleonico, Roma, Palombi Editori, 2015. 

– Alvar González-Palacios, I Valadier, Milano, 2019, Officina Libraria.

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